26 settembre 2018

Igroscopico, ignifugo… È il poliacrilato!

Una nuova, performante fibra tessile riconosciuta dall’Unione Europea

Nuove regole sulla denominazione delle fibre tessili, l’etichettatura e il contrassegno della composizione fibrosa dei prodotti tessili. La novità più importante riguarda l’introduzione di una nuova fibra, il “poliacrilato”, con caratteristiche davvero molto interessanti per l’industria tessile e dell’abbigliamento tecnico. Il Regolamento Delegato 122/2018 CE, tra le altre novità, introduce il poliacrilato al numero 50 dell’allegato I del Regolamento Europeo 1007/2011. La nuova fibra potrà così essere identificata con il termine “poliacrilato” nell’etichettatura obbligatoria dei prodotti tessili prevista dal Regolamento 2007/2011.

Le modifiche introdotte riguardano:

Alcuni punti dell’Allegato II
Vengono rivisti, in particolare, i requisiti minimi che deve avere il fascicolo tecnico da allegare alla domanda di nuova denominazione di fibra tessile. In estrema sintesi, le modifiche introdotte obbligano il richiedente a fornire informazioni più dettagliate circa le caratteristiche della fibra per la quale si richiede il riconoscimento ufficiale e, con l’aggiunta del punto 8, prevedono un nuovo obbligo per il richiedente, che dovrà rendere disponibili campioni rappresentativi della nuova fibra tessile pura e delle pertinenti mischie di fibre tessili, campioni necessari per verificare la precisione, l'affidabilità e la ripetibilità dei metodi d'identificazione e di quantificazione proposti.

Il punto 18 dell’Allegato VI relativo ai prodotti tessili per i quali è sufficiente un’etichetta globale.
È stato esteso il campo di applicazione eliminando il limite di 1 grammo per rendere il requisito applicabile a tutti i “Fili per cucito, rammendo e ricamo, preparati per la vendita al minuto”.

Il riconoscimento ufficiale di una nuova fibra tessile, il “poliacrilato”, con il conseguente aggiornamento di tutti gli allegati che fanno in qualche modo riferimento alle fibre tessili


- ALLEGATO I. Elenco delle denominazioni delle fibre tessili – Introduzione della voce 50 “poliacrilato” e relativa definizione
- ALLEGATO VII. Metodi per l'analisi quantitativa delle mischie di fibre tessili binarie e ternarie – Aggiornamento dei metodi di analisi esistenti al fine di contemplare la nuova fibra tessile e inserimento del nuovo metodo 17 per la quantificazione della mista binaria poliestere/poliacrilato
- ALLEGATO IX. Tassi convenzionali da utilizzare per il calcolo della massa delle fibre contenute in un prodotto tessile – è stato inserito il tasso convenzionale di ripresa per la fibra di poliacrilato pari al 30%.

Dalla sua entrata in vigore nel 2011, questa è la seconda volta che il Regolamento Europeo 1007/2011 subisce un aggiornamento relativo all’introduzione di una nuova fibra tessile. In passato, nel 2012, il Regolamento delegato (UE) 286/2012, aveva introdotto al numero 49 dell’ALLEGATO I la fibra bicomponente Polipropilene/poliammide a due componenti”.

La domanda di nuova denominazione di fibra tessile è stata presa in carico nel 2015 dal comitato di esperti sulla denominazione ed etichettatura dei tessili (E02773), incaricato dalla Commissione Europea, tra le altre cose, di valutare le proposte di nuove denominazione di fibre tessili.

Nel 2014, anche negli Stati Uniti la multinazionale Giapponese TOYOBO aveva presentato alla Federal Trade Commission domanda per il riconoscimento del termine “polyacrylate” come nome generico per designare le fibre tessili ai fini del “Textile Fiber Product Identification Act, 15 USC §§ 70-70K”. La domanda non ha ancora avuto un riscontro definitivo, ma nel marzo 2015, la Federal Trade Commission ha fornito un’autorizzazione provvisoria che consente di identificare le fibre della TOYOBO con la designazione “PCL001”.

Da notare che nella domanda presentata dalla TOYOBO, il polyacrylate è definito come “fibra formata più del 25% in massa di gruppi di acrilato e meno del 10% in massa di gruppi di acrilonitrile”, mentre il Regolamento Europeo definisce il poliacrilato come una “fibra formata da macromolecole reticolate aventi nella catena più del 35% in massa di gruppi di acrilato (acidi, sali di metalli leggeri o esteri), meno del 10% in massa di gruppi di acrilonitrile e fino al 15% in massa di azoto nei legami di reticolazione”.

Il poliacrilato è una fibra con un elevato grado di igroscopicità, il più alto tra le fibre elencate in ALLEGATO IX del Regolamento 1007/2011 CE, il che conferisce particolari proprietà ai prodotti che la contengono. Gli aspetti caratteristici che emergono sono due: il primo è la capacità potenziale della fibra di assorbire l’eccesso di umidità prodotta dal corpo umano attraverso la sudorazione, fatto che conferisce ai capi di abbigliamento un maggior comfort; il secondo aspetto, conseguenza del primo, è che sfruttando il processo di Entalpia del vapore acqueo che si manifesta durante la fase di condensazione del vapore nelle fibre di poliacrilato, si sviluppa del calore latente che mantiene costante la temperatura corporea anche a basse temperature. Queste proprietà rendono il poliacrilato una fibra particolarmente idonea per la produzione di prodotti tecnici o comunque destinati a essere indossati in condizioni climatiche particolarmente rigide.

Le fibre di poliacrilato, oltre ad avere un elevato grado di assorbimento, riescono anche a rilasciare l’acqua assorbita molto più velocemente di quanto non facciano le altre fibre. I capi realizzati con poliacrilato, in altre parole, riescono ad asciugarsi due-tre volte più velocemente rispetto a quelli in cotone.

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