10 febbraio 2019

Microplastiche: è il turno di New York

Una nuova proposta di legge per l'etichettatura dei capi con oltre il 50% fibre sintetiche

Dopo la California, dove è in dirittura d’arrivo la legge che renderà obbligatoria l’etichettatura dei capi d’abbigliamento che contengono oltre il 50% di fibre sintetiche, un altro stato americano si sta muovendo lungo lo stesso solco.

Lo Stato di New York ha presentato un disegno di legge (AB 1549) che, se approvato, entrerà in vigore a gennaio 2021. La proposta prevede che nessuna persona, azienda o associazione, possa vendere in negozio alcun capo di abbigliamento – scarpe e cappelli esclusi – realizzato con tessuto composto per più del 50% di materiale sintetico senza un’apposita etichetta informativa.

Il disegno di legge fornisce anche una chiara definizione di microfibra plastica: “"una piccola particella sintetica di forma fibrosa, lunga meno di cinque millimetri, che viene rilasciata nell'acqua attraverso il normale lavaggio di tessuti in materiale sintetico".
Oltre alle istruzioni previste per la cura del capo, l’etichetta – in forma di cartellino o adesivo – dovrà riportare ben in vista, a beneficio del consumatore, una delle seguenti frasi:



  • nel caso in cui si raccomandi il lavaggio a mano o in lavatrice – “Quando viene lavato, tale indumento rilascia microfibre plastiche, contribuendo all'inquinamento del mare da microplastiche. Si raccomanda il lavaggio a mano per limitare il rilascio”

  • nel caso in cui si raccomandi il lavaggio a secco – Quando viene lavato, tale indumento rilascia microfibre plastiche, contribuendo all'inquinamento del mare da microplastiche. Lavare solo a secco”

  • per i capi di abbigliamento con etichette di cura diverse da quelle di cui sopra – “Quando viene lavato, tale indumento rilascia microfibre plastiche, contribuendo all'inquinamento del mare da microplastiche”

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