Storia

Le radici di Brachi sono a Prato, nel cuore di un distretto tessile al quale sono legati i destini di molti grandi marchi della moda italiana.

Quarant’anni di traguardi

1977
Primo Brachi fonda a Prato il Laboratorio di Analisi, Prove e Ricerche Tessili.

1981
Il Laboratorio riceve l’importante accreditamento Mark & Spencer London, prima nomina di una lunghissima lista.

1983
AMC, influente gruppo d’acquisto di retailer americani, sceglie Brachi come proprio laboratorio di riferimento per l’Italia.

1998
Brachi ottiene il prestigioso accreditamento internazionale Sinal secondo la norma ISO/IEC 17025.

2008
Brachi apre un sede operativa a Hangzhou, in Cina: Brachi Testing Services diventa la denominazione ufficiale dell’azienda.

2010
La Joint Venture con il Zejiang CIQ fa di Brachi l’unico laboratorio italiano abilitato a emettere rapporti di prova con valore legale in Cina.

2013
Dal sodalizio con Process Factory nasce 4sustainability, per offrire a chi opera nel mercato della moda un supporto specializzato sulla strada della sostenibilità.

2015
Brachi apre un proprio laboratorio a Dhaka, in Bangladesh, accreditato per tutti i test meccanici e chimici di cui alla normativa ISO/IEC 17025:2005.

2016
Due contratti di partnership strategica con PTTF-Pakistan Textile Testing Foundation e Testtex estendono le attività di Brachi anche a Pakistan e India.

Avviso ai consumatori

Dal 30 agosto, nuovi obblighi per comunicare la presenza sui prodotti di sostanze chimiche nocive

Un emendamento al Regolamento noto come California Proposition 65 stabilisce che, dal 30 agosto, i prodotti commercializzati in California contenenti sostanze soggette al Safe Drinking Water and Toxic Enforcement Act of 1986 dovranno riportare un avviso ai consumatori che li informa sulla presenza di sostanze nocive per la salute.

Al bando 33 sostanze classificate CMR

Le restrizioni riguardano i prodotti tessili e le calzature commercializzati nell'UE

L’Unione Europea ha approvato una serie di importanti restrizioni d’uso per 33 sostanze classificate CMR in articoli tessili, abbigliamento e calzature.
Si tratta di sostanze cancerogene, mutagene e tossiche per la riproduzione impiegate nei processi produttivi o per attribuire al prodotto proprietà specifiche.

Inquinamento da microplastiche

Pronta una legge per l’etichettatura dei capi di abbigliamento con alto contenuto di fibra sintetica

In California è in discussione una legge che renderà obbligatoria l’etichettatura dei capi di abbigliamento contenenti almeno il 50% percento di fibre sintetiche. L’etichetta dovrà riportare un avviso al consumatore relativo al fatto che le fibre sintetiche contenute nel prodotto potrebbero disperdersi nell’ambiente sotto forma di microplastiche.