14 settembre 2017

Accreditamento laboratori

Attesa entro dicembre la pubblicazione dello standard ISO/IEC 17025:2017

È attesa a fine anno la pubblicazione della nuova norma internazionale ISO/IEC 17025:2017 per l’accreditamento dei laboratori di prova e di taratura. Il ritardo rispetto alle stime iniziali è dovuto alla decisione del gruppo di lavoro ISO/CASCO/WG 44 di rilasciare il documento FDIS (Final Draft International Standard) – un passo facoltativo ma non insolito quando i rilievi tecnici sulla prima bozza siano numerosi e rilevanti.

Entro dicembre, dunque, i laboratori dovranno fare i conti con uno standard che senza modificare nella sostanza gli aspetti tecnici dell’edizione attuale, articola diversamente i punti di quattro capitoli: Structural requirements, Resource requirements, Process requirements e Management requirements.
La nuova norma, in altre parole, mantiene l’impianto originale, inserendo alcune modifiche che vanno incontro alle esigenze delle parti interessate.

Nelle dichiarazioni di conformità, il concetto di decision rule introduce ad esempio una maggiore trasparenza verso il cliente. I laboratori chiamati a effettuare una dichiarazione di conformità, infatti, dovranno aver stabilito in via preliminare le proprie regole decisionali e averle comunicate al cliente in fase di riesame del contratto.

Il nuovo standard dà inoltre maggiore enfasi ai concetti di imparzialità e competenza. Si chiarisce, in particolare, che la competenza risiede nelle attività di “sampling, testing and calibration” per le quali il laboratorio disponga di risorse adeguate, riferendosi sia al personale che ad apparecchiature, locali, reagenti, materiali e campioni di riferimento. Solo per queste attività il laboratorio può dichiarare ai propri clienti di essere conforme allo standard, escludendo dunque quelle per cui necessita di approvvigionamento esterno.

Per le aziende, lo standard rappresenta certamente una novità interessante, perché le mette in grado di scegliere il/i proprio/i laboratorio/i di riferimento con maggiori garanzie di affidabilità.  In questa scelta entrano in gioco numerosi fattori. Relativamente alle apparecchiature, per esempio, è bene avere cognizione non solo di quali macchine dispone il laboratorio ma anche, relativamente alle apparecchiature chimico-strumentali, dei loro limiti di rilevabilità. Il suggerimento, a tale riguardo, è di prevedere sempre una visita ai laboratori con i quali si pensa di collaborare, per acquisire di persona un elenco delle macchine in dotazione e – altro aspetto fondamentale – delle prove accreditate.

«Essere un laboratorio accreditato è una condizione necessaria, ma non sufficiente», spiega il presidente di Brachi Testing Services Primo Brachi. «Un indice ugualmente rilevante è la lista di prove accreditate, che l’ente accreditante sia un’organizzazione indipendente o un retailer provvisto di un proprio sistema di accreditamento. Conoscerne numero e tipologia non è un esercizio fine a se stesso, ma una patente della serietà e del livello di competenza raggiunto su un range più o meno esteso di test dichiarati».

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