11 marzo 2015

La Turchia fa sul serio

Nuovi limiti sulle sostanze chimiche pericolose in vigore dal 21 maggio 2015

Giro di vite della Turchia sulle sostanze chimiche pericolose. Si allunga, infatti, la lista delle sostanze nocive il cui utilizzo in prodotti di consumo viene contingentato a partire già da quest’anno.

Facciamo un passo indietro. Nell’aprile del 2011, la Turchia pubblica la Notifica 27893 con la quale si stabilisce che alcuni prodotti di consumo contenenti coloranti azoici, sei diversi tipi di ftalati (BBP, DBP, DEHP, DIDP, DINP e DNOP) e tre ritardanti di fiamma (PBBs, TEPA e TRIS) saranno sottoposti ad attività di sorveglianza di mercato.
Un nuovo atto, pubblicato lo scorso 14 gennaio sulla Gazzetta Ufficiale Turca (Notifica 29236), porta l’elenco delle categorie di sostanze chimiche soggette a restrizioni da 3 a 10. Una novità degna di nota riguarda la differenziazione dei sei ftalati di cui sopra in due gruppi di tre, coerentemente con le disposizioni dell’Allegato XVII al Regolamento REACH.

Il Regolamento REACH 1907/2006 del Parlamento Europeo, lo ricordiamo, sostituisce in larga parte la legislazione comunitaria precedentemente in vigore in materia di sostanze chimiche, introducendo un sistema unico integrato per la loro registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione (REACH è l’acronimo di Registration, Evaluation, Authorisation of Chemicals).

I nuovi limiti imposti dalla Turchia entreranno in vigore a partire dal 21 maggio 2015, mentre sono attivi da tempo quelli relativi alle sostanze citate nella Notifica del 2011. Il suggerimento, in ogni caso, è di presentarsi all’appuntamento preparati.
Il laboratorio Brachi rappresenta in questo senso una garanzia, grazie a un range di servizi qualificati che spazia dalla consulenza all’attività di analisi vera e propria sulle sostanze chimiche soggette a restrizioni. In Italia, in Turchia e su tutti i mercati internazionali.

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