30 marzo 2016

USA, certificati di conformità

Interessati i capi di abbigliamento da adulto esenti dai test di infiammabilità

È in vigore dal 25 marzo, negli Stati Uniti, lo Statement of Policy con il quale la Consumer Product Safety Commission (CPSC) ha modificato i requisiti per i certificati di conformità generale dei capi d’abbigliamento uomo-donna esenti dai test previsti dalla legge sui tessuti infiammabili (Flammable Fabrics Act - FFA).

Facciamo un passo indietro. Il 14 agosto 2008 viene emanato il Consumer Product Safety Improvement (CPSIA), con il quale si stabilisce fra l’altro che tutti i produttori, gli importatori e gli etichettatori privati di articoli di consumo soggetti a regole, standard o divieti stabiliti dalla CPSC devono rilasciare un certificato di conformità generale (GCC) a garanzia che il prodotto interessato sia conforme ai requisiti richiesti, sulla base di prove specifiche o di un ragionevole programma di test.

In base alla nuove disposizioni, i soggetti citati non saranno tenuti a emettere certificato di conformità generale (General Conformity Certificate - GCC) per i capi di abbigliamento da adulti realizzati con tessuto esente dai test di infiammabilità previsti nel Flammable Fabrics Act - FFA ai sensii del 16 CFR 1610.1 (d). Resta fermo il principio per cui questi stessi prodotti devono rispettare tutti i requisiti di infiammabilità del FFA.

Secondo il 16 CFR 1610.1, i tessuti esenti dai test di infiammabilità sono i seguenti:

- tessuti a superficie liscia, indipendentemente dal contenuto di fibre, del peso di 2,6 once (circa 73,71 grammi) per iarda quadrata o più (0,83 metri quadrati o più);

- tutti i tessuti a superficie liscia o rasata, realizzati interamente da una qualsiasi delle seguenti fibre o da una combinazione di esse: acrilico, modacrilica, nylon, olefine, poliestere, lana.

Ribadiamo che l’applicazione di quanto sopra vale solo per gli articoli di abbigliamento da adulti esenti da collaudo ai sensi del 16 CFR 1610.1 (d). Per i capi di vestiario infantile e pigiameria, i produttori, gli importatori o etichettatori privati devono ancora rilasciare apposita certificazione, sulla base dei risultati di test di infiammabilità eseguiti da un ente terzo.

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